Sono passati 25 anni da quando il Cismai nasceva all’interno del Congresso ISPCAN del 1993 portando per la prima volta in Italia l’attenzione all’infanzia maltrattata e alle sue necessità di cura. Da allora CISMAI è cresciuta ed ha continuato nel suo percorso di difesa dei diritti dei bambini e delle bambine vittime di violenza: ha diffuso una formazione competente ed aggiornata su queste tematiche, attraverso seminari e Congressi, ha prodotto linee guida per aiutare gli operatori a trovare interventi sempre più adeguati e al passo con le acquisizioni scientifiche più recenti, è diventata un interlocutore istituzionale riconosciuto per la sua competenza, ha stretto collaborazioni con altre realtà che nel nostro paese lavorano per dare voce ai bisogni dei bambini e per garantire loro percorsi di dignità e salute. Con il congresso del 5 e il 6 ottobre svoltosi a Milano, CISMAI ha voluto celebrare degnamente i 25 anni di vita e di presenza nella società e nella cultura dell’infanzia, anni importanti che hanno visto l’impegno costante, la competenza e la passione dei soci per contrastare la negazione di queste dolorose realtà, per sollecitare la politica, spesso disattenta ai diritti dei più piccoli, per dare risposte alle situazioni di violenza. Il tema scelto è l’approfondimento degli “attrezzi” a cui ogni professionista può attingere per migliorare gli interventi necessari a prevenire, riconoscere, proteggere e curare i bambini e le bambine coinvolti nella violenza. Nella prima giornata, aperta a tutti, sono state ripercorse le tappe dell’impegno del CISMAI, anche insieme ai compagni di viaggio che hanno condiviso con noi percorsi e obiettivi, per confrontarci ancora sui tanti interrogativi rimasti senza risposta sulla condizione dell’infanzia maltrattata in Italia. Relatori nazionali e internazionali hanno portato il loro contributo sulle nuove acquisizioni scientifiche e operative in tema di violenza all’infanzia. La seconda giornata è stata un momento di confronto e scambio di esperienze e buone prassi, per consolidare il prezioso patrimonio di saperi e di esperienze, che da sempre costituisce la ricchezza e la caratteristica peculiare del CISMAI.

Gloriana Rangone di CTA ha avuto l’onore di aprire i lavori a nome di tutto il CISMAI Lombardia. Riportiamo qui il suo discorso di apertura che sia anche un augurio per il futuro di CISMAI.

Gloriana Rangone: “Sono molto onorata di aprire il  congresso CISMAI  e ringrazio per questo gli organizzatori a nome di tutto il CISMAI Lombardia.

Non voglio rubare tempo mi limito a formulare un augurio. Auguro a tutti i partecipanti di portare a casa alla fine di queste giornate una cassetta degli attrezzi  non solo ben piena ma anche ben organizzata. Io credo che in uno scomparto debba esserci una buona teoria (come diceva Einstein non c’è niente di più pratico di una buona teoria), in un altro degli strumenti efficaci, in un altro ancora linee metodologiche rigorose, indispensabili per intervenire in questo ambito così delicato senza cadere nella logica del “ basta che funzioni”. Se abbiamo in qualche scomparto dell’autoreferenzialità il mio consiglio è di sbarazzarcene. Non solo è inutile ma può risultare addirittura dannosa. Per operare in questo ambito bisogna lavorare in squadra, sia nella squadra reale, costituita dalla rete dei colleghi e dei servizi, sia nella squadra virtuale, costituita dalla comunità scientifica, ossia da tutti quelli che, in altre parti del mondo, si pongono i nostri stessi quesiti e si impegnano a trovare risposte sostenute da prove di efficacia. Infine, nella nostra cassetta dobbiamo riservare un posto importante  alla capacità di costruire e mantenere relazioni di aiuto empatiche con i bambini e i loro genitori, anche con quelli che trascurano e maltrattano i loro figli e che sono stati a loro volta, e questo è ormai provato in maniera incontrovertibile, bambini trascurati e maltrattati cresciuti in assenza di cure a e riparazione.  Senza questa componente infatti anche gli strumenti più raffinati rischiano di essere totalmente inutili.

Auguri di buon lavoro a tutti!”

 

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